venerdì 9 agosto 2013

Sfoghi di una neo-convivente. 1) La lavatrice

Dopo otto lunghi anni di convivenza con estranei di ogni genere e numero (e sottolineo OGNI), eccomi a tentare la fortuna con il mio ragazzo. Deh: abbiamo rispettivamente 27 e 28 anni, io sono in cerca di lavoro e lui - deo gratias - ne ha già uno, eccetera eccetera.
Niente, questo post è solo per dire che il passaggio da "quanto ti voglio bene perché mi fai evadere dalle mostruosità di casa (che sia quella che ci ospita fuorisede o quella materna)" a "devo volerti proprio bene per lavarti i vestiti sudati della palestra" è NOTEVOLE.
Mi si dice spesso che sto al mondo in maniera diversa da quella consueta.. God knows quanto mi fa imbestialire questo concetto ma, alle volte, afferro che vuol dire. Se mi ritrovo paralizzata a fissare una maglia puzzolente, in preda a una sorta di epifania, forse forse non prendo le cose che mi accadono in maniera del tutto lineare. Ieri lavavo i miei vestiti, oggi i miei e i suoi, semplice. No. Non lo è.
Il cambiamento che sto vivendo mi pare epocale. Non solo non sono più una studentella che si incazza con la coinquilina di turno per il non detto, e per il bofonchiato. Sono una donna (?) con una casetta di 70 mq da tenere a bada. Che poi non ci riesca ancora è un altro discorso. Sono una compagna e da me ci si aspetterebbe che fossi anche dolce come il miele. Niente di più lontano da come mi sento a fine giornata. Sono ufficialmente disoccupata, che forse è il solo male di tutta questa faccenda.


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